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Quello che so è che il piacere di collezionare storie basta a se stesso (E. Ferrero) Ciò che è vero, anche ciò che è storicamente vero, non è che un caso particolare del fantastico. (Ortega y Gasset) Quello che in seguito ho così spesso provato, allora lo presentii confusamente: che non si aveva il diritto di aprire un libro se non ci si impegnava a leggerli tutti. (R. M. Rilke) Eh bien, moi, Monsieur, j'appartiens à la vieille race, qui aime à croire. J'appartiens à la vieille race naïve accoutumée à ne pas comprendre, à ne pas chercher, à ne pas savoir, faite aux mystères environnants et qui se refuse à la simple et nette vérité. (G. de Maupassant)

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martedì, 10 novembre 2009
Postato da byronofrochdale

... credono che Cerere sia un dio, anziché una dea;
... non conoscono I miserabili di Victor Hugo nemmeno per sentito dire;
... proferiscono la fatidica frase "ma io sono stanco la sera, non posso leggere".


ah.. avere tanto spazio libero nella scatola cranica, dev'essere inebriante.

meno male che stasera vado a una conferenza della Società di Cultura Classica. e poi non ditemi che sono snob.
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Categorie del post: conferenze, snobismi, cose che non sapresti mai senza |Grazie per i vostri commenti (6)(pop-up)
sabato, 07 novembre 2009
Postato da byronofrochdale

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Categorie del post: fuori tema, english, victorian age, metaletteratura |Grazie per i vostri commenti (9)(pop-up)
sabato, 07 novembre 2009
Postato da byronofrochdale

Volevo solo avvisarvi, onorati colleghi della House of Lords, che la mia copia dell'Alessandra di Licofrone è ricomparsa. Sullo stesso scaffale dove, da luglio, l'avevo cercata circa sessantacinque volte. Lo so, lo so, che da allora tenevate il fiato sospeso.
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Categorie del post: gialli, fenomeni psichici incontrollabil |Grazie per i vostri commenti (pop-up)
giovedì, 05 novembre 2009
Postato da byronofrochdale

Einaudi, in prestito.
E'inevitabile per me fare paragoni. Mi rendo conto che forse non dovrei e tuttavia comparo tutto: i prezzi al supermercato, le liste d'ingredienti, i dittatorucoli di varie forme e dimensioni che si sono susseguiti in Italia, i cervelli, il gusto delle verdure da rifilare sottobanco al nenetti in un prossimo futuro. *
E così, mentre vivevo le avventure di Beowulf, ammetto di avere pensato più volte ad Eracle e ai poemi perduti dell'antichità che sicuramente avranno raccontato le imprese dell'Alcide, di Teseo, di Perseo e di tutti i distruttori di mostri dell'epoca mitica. C'è stato qualcuno di buona volontà che si è preso la briga di calcolare il rapporto fra i libri antichi a noi giunti (anche frammentariamente) e quelli perduti completamente, e questo rapporto è di 1 a 40. Lo stesso poema inglese ci è pervenuto in un unico esemplare- come molti testi greci e latini, del resto- e chissà quali altri capolavori si sono persi, bruciati negli inverni troppo freddi o usati per avvolgere il pesce.
Così non posso dire di preferire, poniamo, Eracle a Beowulf per il semplice fatto che, il paragone è impossibile: io faccio parte della genia "abituata a procedere per continue addizioni senza nulla abbandonare", per cui più si sa di qualcosa o qualcuno e meglio è. Non è che Beowulf sia un epic fail, come direbbero gli anglofoni (e mi si perdonerà il gioco di parole) ma magari chissà, se di questo eroe semisconosciuto avessi saputo i turbamenti d'amore, il colore dei calzini, le preferenze calcistiche, lo avrei apprezzato di più. O invece, una volta tanto, è solo l'ennesimo dei miei difetti: quello di non avere nessuna fantasia e nessuna voglia di immaginare particolari più o meno plausibili.

Non nego di amare anche personaggi minori del mito, come Piritoo oppure Ceneo, ma l'amore che si prova per i propri parenti non può essere tirato fuori come obiezione contro my highness, e poi lordbyron non ha obbligo di coerenza se scrive un post al secondo giorno di influenza, dieta liquida e dolori sparsi.

Quanto a Lucca, le foto di cui dispongo non ritraggono me solamente, per cui non mi sento in diritto di postarle.

 

* Questo probabilmente è uno degli innumerevoli motivi per cui my highness soffre di disadattamento e sindrome del pesce fuor d'acqua. Alla ricerca disperata di similitudini, si ritrova nel maremagnum delle differenze, ed è una gioia difficile, a volte.
 

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Categorie del post: citazioni, poesia, mondo antico, cantari, medievalia, snobismi, detached thoughts |Grazie per i vostri commenti (3)(pop-up)
mercoledì, 04 novembre 2009
Postato da byronofrochdale

Alda Merini se n'è andata, Claude Lévi-Strauss pure...
e lordbyron ha la tosse (e probabilmente la febbre.)
che siano o meno coincidenze, abbiate la bontà di aspettare qualche altro giorno per i resoconti su Beowulf, su Lucca e sui Racconti fantastici del '900.
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lunedì, 26 ottobre 2009
Postato da byronofrochdale

e da un oscar mondadori intitolato: Racconti fantastici del Novecento. Quelli dell'Ottocento a cura di Calvino sono imbattibili, secondo me, ma magari my highness troverà qualcuno in grado di smentire questa convinzione. (Se dite Buzzati possiamo aprire un dibattito).
Beowulf è in prestito dal Nenetti, e a me fa invariabilmente venire in mente Storia dell'eternità di Borges e tutta la disquisizione sulle kenningar e le frasi formulari in Omero. lo so, solo io posso fare certi collegamenti mentali astrusi e sfigati, mentre il resto del mondo penserebbe al film di animazione e ad Angelina Jolie. (e alla famosa canzone dei vichinghi che incontrarono le vergini ritrose e dovettero andar di mano). Ma che pretendete?

Visto che il libro dello swap non è ancora arrivato, mi attrezzo in autonomia. stavo pensando anche di andare in biblioteca a prendere un paio di testi. L'unico modo per reagire al fatto che non trovo da tempo qualcosa che valga la pena di essere letto e alla prospettiva di andare sotto la media dei miei 60 libri annuali è la cura d'urto.
Nel frattempo sto cercando di recuperare per l'anzidetto uomo questo libro a costo zero, se mi riesce.
martedì, 20 ottobre 2009
Postato da byronofrochdale

capita, nella vita, che due persone profondamente distanti tra loro (fisicamente e ontologicamente) abbiano la stessa idea. Ma proprio la stessa, o comunque qualcosa di molto simile nell'impostazione, nella scelta dell'argomento, negli oggetti presi in esame.  Capitò a Bell e Meucci, e anche a qualcun altro che adesso non mi viene in mente. E' capitato a my highness e a Jacov Rabinovich, parlando di magia nel mondo antico.
D'accordo che gli esempi di stregoneria sono limitati, nella letteratura latina e greca, ma leggendo questo libro lordbyron ha segretamente temuto che, se l'autore e  se le sue conferenze fossero stati un po' più famosi, si sarebbe anche potuta sentire puzza di plagio. Giuro davanti a voi che sono innocente, qualora ce ne fosse mai stato bisogno.

Per il resto siamo davanti a una raccolta di edizioni critiche di Catullo, di un carme priapeo di Tibullo e ad alcuni saggi tra cui quello per cui Rabinovich è noto e per cui l'ho trovato io: The Rotting Goddess, sull'evoluzione della figura di Ecate.

L'idea portante è veramente interessante: Ecate originariamente è una divinità anatolica o mediorientale, apparentata strettamente alle Signore degli Animali (da qui il collegamento, che aveva suscitato scalpore, coi leoni e quello, successivo, con una Potnia Theron come Artemide che ha anche un altro punto di contatto con Ecate, ovvero la cura e protezione dei neonati). Quindi è triplice perché rappresenta in sé tutti e tre gli stadi della vita (animale e vegetale) e il volgere delle stagioni (che in Grecia sono tre, non quattro come nel mondo moderno). A causa di questa triplicità e del suo aspetto di protettrice della casa è posta a difesa dei trivi, perché questi rappresentano un ingresso senza che vi sia alcun posto in cui entrare, e dunque una porta di comunicazione con l'Oltretomba. Il suo collegamento con le vie di comunicazione le fa inglobare in sé una divinità tessalica, Enodia, che ha un carattere più stregonesco.
Ma la vera sorpresa è che il lato "spaventoso" e lunare di Ecate pare venire da Roma.* Da quanto dice l'autore la connessione fra Ecate e la luna non è greca e, per quanto l'argumentum ex silentio sia pericoloso, non ho evidenze da contrapporre a questa affermazione, visto che tutte le testimonianze che collegano le due sono  postclassiche, in particolare quella di Apuleio e quelle dei Papiri Magici. O almeno, a me non ne viene in mente nessun'altra di preciso e, attenzione, dire notturno è ben diverso da dire lunare.
Dal coacervo di attribuzioni dunque, a Roma piano piano emergono (o forse dovremmo dire "vengono lasciate" ad Ecate) quelle più inquietanti: da dea che protegge e allontana l'impurità a dea dell'impurità, da dea che sorveglia le porte dell'Aldilà a regina dei fantasmi il passo è breve.

Il ragionamento, seppure senza portare prove incontrovertibili, si tiene. Non ci dà nessuna certezza, né ci spiega quali aspetti di Ecate siano vitali ora che la dea è stata "adottata" dalla Wicca con esiti a volte un po' folkloristici, ma certamente non era questo lo scopo del saggio.

Resta da capire cosa di tanto trasgressivo sia scritto in questo libro, che ho trovato originale, certo, ma niente affatto sconvolgente, da giustificare l'ostracismo dell'autore da parte della comunità accademica statunitense.
Il mistero rimarrà, temo, insoluto.
* Sento qualche vocina protestare: "Ancora 'sta storia di Roma?" E non ci posso fare niente io se i Romani invadono il mondo. Hanno invaso perfino Voyager ieri sera! Il pesticida anti-Romani non ce l'ho e non saprei dove andarlo a cercare.
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Categorie del post: magia, saggi, english, storia delle religioni, antropologia culturale, mondo antico |Grazie per i vostri commenti (2)(pop-up)
venerdì, 16 ottobre 2009
Postato da byronofrochdale

direte voi: che c'entrano i libri?
e no, c'entrano. Perché Ipazia insegnava la filosofia, la matematica, l'astronomia. Perché deve avere senza dubbio amato molto i libri ed è lì - in un libro - che l'ho incontrata per la prima volta quando andavo al liceo.
E se è una martire non è solo una martire pagana (mi rendo conto che la cosa potrebbe interessarvi poco, miei amati colleghi della camera alta), ma anche una martire dell'oppressione sulle donne e una martire del soffocamento del libero pensiero.
perché qualcuno sta cercando di bloccare la distribuzione in Italia di Agorà, il film di Alejandro Amenabar? forse teme che poi si debba vendere la fantasmagorica e celeberrima collezione di cappelli per sbarcare il lunario?
la petizione la trovate qua
giovedì, 15 ottobre 2009
Postato da byronofrochdale

ho trovato il libro che mi risolleverà, forse, dalla mia tristezza. si chiama appunto Junkyard of the Classics, l'immondezzaio dei classici e nella prefazione l'autore dichiara di aver scritto :
"[...] candidly, clearly, and though I say myself who shouldn't, of sex and witchcraft in the ancient world".
prima e dopo, a onor del vero, spara a zero sul mondo accademico dei classicisti americani che hanno ostracizzato le sue pubblicazioni, sebbene sia titolare di un Ph.D. (tipo il nostro dottorato) in materie classiche in una università della Ivy League. *
Il che mi fa pensare che o il mondo accademico americano è uguale a quello italiano o avrò una serie inenarrabile di sorprese da questo volume (elettronico, scaricabile gratuitamente all'indirizzo: www.invisiblebooks.com )



* quale? non ci è dato saperlo.
martedì, 13 ottobre 2009
Postato da byronofrochdale

siamo spiacenti, ma non abbiamo niente da dire.
libri in lettura:  Mia cugina Rachele della Du Maurier, ma in realtà langue da un po' sul comodino. Non trovo niente che mi piaccia, anche se ho ancora dei buoni da spendere in libreria. Perfino una gita domenicale alla libreria Giunti di un noto ipermercato non mi ha regalato alcuna emozione. Grazie tante, direte voi, non è come questa  o come questa, o come questa già citata. Ma avevo sempre avuto difficoltà ad uscire da una libreria senza comprare nulla.
Sarà perché siamo sepolti da romanzacci su vampiri adolescenti, gialli storico/esoterici e cloni malriusciti di Harry Potter? O sono solo io che nuoto in un mare di noia?
umore: sepolcrale variabile, grazie, con tendenza al gelo finnico. Praticamente come sempre.
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mai al Quirinale